martedì 30 agosto 2016
lunedì 22 agosto 2016
RosarydelsudArt: Nanoracconti secondo Pietro Damiano
Cosa sono i Nanoracconti?
"Sono delle storie brevi scritte utilizzando al massimo 250 battute, spazi inclusi e titolo escluso. È fondamentale che vi siano tutte le caratteristiche del racconto, con un inizio, uno sviluppo e un finale. Affinché sia un nanoracconto DOC, non deve essere uno stato d’animo, una sensazione o una poesia, ma un vero e proprio racconto. È questo che lo rende unico. Spesso i lettori dei nanoracconti diventano loro stessi nanoscrittori, e questo è molto gratificante. Per chi vuole approfondire siamo presenti su Facebook con un gruppo e una pagina".
Come è nata l'idea?"Sono delle storie brevi scritte utilizzando al massimo 250 battute, spazi inclusi e titolo escluso. È fondamentale che vi siano tutte le caratteristiche del racconto, con un inizio, uno sviluppo e un finale. Affinché sia un nanoracconto DOC, non deve essere uno stato d’animo, una sensazione o una poesia, ma un vero e proprio racconto. È questo che lo rende unico. Spesso i lettori dei nanoracconti diventano loro stessi nanoscrittori, e questo è molto gratificante. Per chi vuole approfondire siamo presenti su Facebook con un gruppo e una pagina".
"L’idea è nata dall’esigenza di combinare insieme la comunicazione attraverso i social con la scrittura creativa. Se si scrivono testi troppo lunghi su Facebook, nessuno li legge. I 140 caratteri di Twitter sono troppo pochi e allora ho provato con i 250 caratteri (spazi inclusi), il numero giusto per la scrittura su facebook. La cosa ha funzionato e in tanti si sono cimentati. Quest’anno poi, con il nuovo contest che abbiamo proposto per la III edizione di Ricomincio dai Libri, il salone del libro di San Giorgio a Cremano (NA), utilizziamo WhatsApp, e questo strumento ha incontrato il favore dei nanoscrittori".
Pietro Damiano, impiegato, cultore di Storia locale e di scrittura narrativa. E' membro del collettivo letterario Gruppo Nove con il quale ha pubblicato nel 2015 Hyde School e nel 2016 Requiem (Homo Scrivens editore). Ha pubblicato nel 2015 Nanoracconti, 250 racconti da 250 battute (Homo Scrivens). A gennaio 2017 sarà pubblicato il secondo libro sui Nanoracconti (Homo Scrivens).
Pietro Damiano, impiegato, cultore di Storia locale e di scrittura narrativa. E' membro del collettivo letterario Gruppo Nove con il quale ha pubblicato nel 2015 Hyde School e nel 2016 Requiem (Homo Scrivens editore). Ha pubblicato nel 2015 Nanoracconti, 250 racconti da 250 battute (Homo Scrivens). A gennaio 2017 sarà pubblicato il secondo libro sui Nanoracconti (Homo Scrivens).
domenica 14 agosto 2016
mercoledì 11 maggio 2016
Nuove creature letterarie al Napoli Cultural Classic: successo per i Nanoracconti
I nanoracconti la grande novità del Premio Letterario Internazionale Napoli Cultural Classic.
Queste deliziose creature letterarie formate da 250 battute spazi inclusi, con tanto di inizio, sviluppo e fine sono diventate in poco tempo un vero e proprio fenomeno culturale. Divenuto addirittura virale grazie alla pagina e al gruppo su Facebook che conta centinaia di seguaci. Così tanti da spingere Pietro Damiano, ideatore dei nanoracconti e per questo ribattezzato dalla community “nanoboss”, a raccogliere queste grandi – ma piccole – storie in un libro: «Nanoracconti: 250 racconti da 250 battute», edito da Homo Scrivens. Ma non è tutto. Ai nanoracconti è stata dedicata un’intera sezione del Premio Letterario Internazionale Napoli Cultural Classic vinta quest’anno da Francesca Gerla con “Alienazioni moderne”, seguita da Vittoria Silviana Iorio con “Il sortilegio femminile” e Alessandra Leonardi con “Effetto domino”.
Menzioni d’onore per Pasquale Iorio con il nanoracconto “Nella fine il suo principio” e Claudia Moschetti con “Finché il divorzio non ci separi”.
A finire nell’antologia del premio anche i nanoracconti di Stefano Moscatelli (“La fine della guerra”), Giuseppe Zarrella (“Disoccupazione”), Daniele Massi ( “Orfano di padre vivo”) e di Raffaele Iorio (“L’egoismo”).
«Grandi, ma brevissime storie, ree uniche per brevità, forma, stile, originalità ed ironia – sottolinea Pietro Damiano – per provare basta un like alla nostra pagina Facebook. Ci state ancora pensando? …vi aspettiamo».
Nanpoli Cultural Classic - 11/05/2016
sabato 16 aprile 2016
Nanointerviste: Stefania Fogliano
Stefania Fogliano da Napoli, prima classificata nel 2015 alla X
edizione del Premio Letterario Internazionale Napoli Cultural Classic, sezione
nanoracconti, con il testo “Le porte della vita”:
Due porte
si aprono. Una piccola testa fa capolino. Occhi sbarrati, una bocca che urla un
respiro.
Un cuore
che batte.
Capelli
grigi. Una testa disfatta. Una bocca che chiede ancora un respiro. Occhi
socchiusi. Una porta accostata.
Un cuore
che muore.
![]() |
| Stefania Fogliano |
Fai anche altro nella
vita?
Sono un’insegnante di inglese.
Quanto tempo occupa
nelle tue giornate la scrittura? E la lettura?
La scrittura non è un mio impegno costante e regolare. Scrivo
quando me lo si chiede oppure quando ho bisogno di mettere ordine nei miei
pensieri. In tal caso le parole vengon fuori come per magia. Quanto alla
lettura è sempre stata una mia passione fin da piccola. Un mondo parallelo che
mi aiuta a viaggiare anche da ferma. É per questo che ho libri sparsi ovunque,
anche in auto, per non sprecare il mio tempo nei momenti di grande traffico.
Perché scrivi?
Scrivo perché non so parlare. Non so parlare di quel che mi
appartiene nel profondo. Non so parlare di emozioni, belle o brutte che siano.
Ciò che dico è la mia "superficie". Ciò che scrivo è la mia essenza.
Secondo te qual è il
punto di forza del fenomeno dei nanoracconti?
Regalano un'immagine immediata e diretta. Con poche parole e soprattutto senza troppi
fronzoli riescono a far emozionare, sorridere o divertire. Una sorta di
"mordi e fuggi" letterario. Impegnativo per chi li scrive, leggero
per chi li legge.
Quale futuro prevedi
per i nanoracconti? Che cosa ti aspetti?
Trovo che i nanoracconti siano un'invenzione strategica per chi ha
paura di avventurarsi tra le tante parole di un libro, per chi non ha pazienza e per chi non ha più
tempo ma non vuole rinunciare alla lettura. Cosa mi aspetto? Che diventino come
i messaggi dei Baci Perugina: impossibile non leggerli!
Progetti letterari per
il futuro?
Sì. Certo. Ora sono
decisamente nana, ma vorrei crescere ancora un po'.
Ci saluti con un
nanoracconto a tema libero?
Quello scaffale,
lassù, era il suo sogno. Era stanca di quei libri che riusciva a raggiugere
senza il minimo sforzo. Si sforzava di arrivare sempre più in alto, per
assaporare quelli che le sembravano preclusi per la sua statura. Nana la
chiamavano.
Nanoboss
sabato 9 aprile 2016
Nanointerviste: Maurizio De Angelis
Ciao, Maurizio. Pasqua è passata da poco. Com’è la tua
regolarità intestinale?
Non è una domanda da porre
a una persona che sta seduta. Comunque, dopo le feste, hakuna matata: nessun
intoppo. Anche perché, l’uovo di Pasqua, l’avevo mangiato a pezzetti. Sto
avendo qualche problema, invece, con la sorpresa.
La mia twitter list. Trovo
che leggerla in altri momenti, sarebbe tempo sprecato.
Pensi di essere una persona stimolante?
Lo spero. Non mi piacciono
le persone piatte, quelle che ti lasciano indifferente: dunque, ce la metto
tutta per non esserlo. Con la scrittura, provo ad essere graffiante, come mi
consiglia il comico con il quale scrivo spettacoli, l’inimitabile Lino D’Angiò.
Anche i miei romanzi umoristici trovo siano demenzialmente insoliti. Credo di
essere uno scrittore ermetico. Nel senso che andrei rinchiuso.
![]() |
| Maurizio De Angelis |
Zio Mauri è l’anagramma
del mio nome. Comunque ho notato che con gli anagrammi sei bravissima. E ci sai
fare, detto con rispetto, anche come ludolinguista. Il Nanoracconto è un
racconto di poche parole. Una formula che amo molto. Anche se non è facile
esporre una storia utilizzando pochi caratteri: 250, nel nostro caso. Alcuni
sono scritti davvero bene. Mi piace il fatto che vanno letti molto, molto
lentamente. Da gustare a piccoli sorsi, come un ottimo limoncello.
A proposito di nani e di favole… Se dovessi riscrivere Biancaneve metteresti sempre la calzamaglia al principe?
La calzamaglia va bene
anche per i regnanti, mantiene caldi. E poi, diciamo la verità: per i sudditi,
è sempre meglio che un regnante usi la calzamaglia, che il passamontagna.
Un rotolo di carta igienica, un filo d’erba, la pensione
del nonno: inventami un Nano utilizzando
questi tre elementi.
Proviamo, 250 caratteri.
La pensione del nonno era molto economica. Questo, in bassa stagione: periodo
in cui, però, non c’era un filo d’erba. Un mattino, dalla reception, il
vecchietto vide cadere, dalle scale, un rotolo di carta igienica. “E tu, cosa fai?”-
disse. “Rotolo.”
La prima cosa che farai dopo questa intervista (non dire
‘andare al bagno’, è occupato)…
Credo
che… Ti chiederò il numero di telefono.sabato 2 aprile 2016
Le nanointerviste: Rosaria Tarotto
Rosaria Tarotto da Torre del Greco (NA), scrittrice con la passione per i nanoracconti.
Seconda
classificata nel 2015 alla X edizione del Premio Letterario
Internazionale Napoli Cultural Classic, sezione nanoracconti, con il
testo “Figlia di un Dio crudele”:
La mamma la baciò e la aiutò a vestirsi. Amina, sottomessa al suo sguardo, non protestò per il peso insolito di quegli abiti. Seguì suo padre fino al mercato, e lì guardò il sole per l’ultima volta.
La mamma la baciò e la aiutò a vestirsi. Amina, sottomessa al suo sguardo, non protestò per il peso insolito di quegli abiti. Seguì suo padre fino al mercato, e lì guardò il sole per l’ultima volta.
Un boato e di lei, a terra, solo un nastro rosso.
Parlaci un po’ di te? Inguaribile romantica, consulente informatico con la testa tra le nuvole.
Quanto tempo occupa nelle tue giornate la scrittura e la lettura? Purtroppo lavoro molte ore al giorno, ma un buon libro accompagna sempre le mie serate. Per la scrittura attendo il fine settimana.
Cosa ti spinge a scrivere?
Parlaci un po’ di te? Inguaribile romantica, consulente informatico con la testa tra le nuvole.
Quanto tempo occupa nelle tue giornate la scrittura e la lettura? Purtroppo lavoro molte ore al giorno, ma un buon libro accompagna sempre le mie serate. Per la scrittura attendo il fine settimana.
Cosa ti spinge a scrivere?
La voglia di raccontarmi, principalmente. A volte un evento particolare, un’emozione nuova o semplicemente una riflessione.
Secondo te qual è il punto di forza del fenomeno dei nanoracconti?
Secondo te qual è il punto di forza del fenomeno dei nanoracconti?
La misura. Essendo brevi lasciano spazio alla fantasia di chi legge, senza annoiare.
Quale futuro prevedi per i nanoracconti? Che cosa ti aspetti?
Quale futuro prevedi per i nanoracconti? Che cosa ti aspetti?
Spero che il fenomeno contagi sempre più persone. Dovrà essere una moda per tutte le età.
Hai progetti letterari per il futuro?
Hai progetti letterari per il futuro?
Non nell’immediato, mi guardo intorno.
Ci saluti con un nanoracconto a tema libero?
Ci saluti con un nanoracconto a tema libero?
La
sua richiesta mi colse impreparata ma dovevo dimostrare di essere una
scrittrice. Risposi ‘ ok ‘ e finsi di concentrarmi. Il nanoboss ha il
cuore tenero e anche quella volta mi lasciò il tempo di emozionarmi.
Terminai il racconto con un sorriso.
Nanoboss
Nanoboss
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